cosa facciamo

Approdi applica è una metodologia di intervento complesso per tutte quelle condizioni conosciute come “trauma estremo”. I traumi estremi sono traumi di natura interpersonale, ripetuti o prolungati nel tempo, subiti in regime di coercizione o di impossibilità alla fuga.

Il metodo
Approdi applica una metodologia di intervento complesso per tutte quelle condizioni conosciute come “trauma estremo”. I traumi estremi sono traumi di natura interpersonale, ripetuti o prolungati nel tempo, subiti in regime di coercizione o di impossibilità alla fuga: sono traumi, quindi, che continuano a produrre emozioni negative, ma di cui si è sostanzialmente persa la memoria. Quelle messe in atto sono terapie specifiche, disegnate e co-costruite su misura per ogni paziente, ci prendiamo cura della persona e della sua storia unica,  per dargli la possibilità di ‘rifiorire’ e di riattivare le  grandi risorse di cui sono portatori.

Questo è un intervento di reale sicurezza.

Con chi collaboriamo
Collaboriamo con enti pubblici e privati alla realizzazione di progetti e programmi di formazione, supervisione e discussione casi, sostegno psicologico e psicoterapia.

Inoltre, collaboriamo da tempo con tante realtà per portare avanti il nostro percorso:

Arci Bologna, Antoniano onlus, Unicore Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, UNHCR Italia – Agenzia ONU per i Rifugiati – Caritas, ASP città di Bologna, Làbas e Laboratorio Salute Popolare, Libera Bologna, Centro di Salute Internazionale e Interculturale, Hayat Onlus, Cantieri Meticci, CIDAS – Cooperativa Sociale, Piazza Grande – Cooperativa Sociale, Associazione MondoDonna Onlus, Tenuta Almerita – Azienda Agricola #oliomolise, Arca.

Collaboriamo con enti pubblici e privati alla realizzazioni di progetti e programmi di formazione, supervisione e discussione casi, sostegno psicologico e psicoterapia.

  • Formazione: per enti pubblici o del privato sociale, per piccoli o grandi gruppi.
  • Supervisione: luogo di incontro e di elaborazione dei vissuti, spesso contagiosi, degli operatori, degli utenti e del gruppo. Mettere in sicurezza il personale per garantire la correttezza degli interventi.
  • Intervento specifico: dopo attenta valutazione, riconoscimento e diagnosi, attivare i percorsi di intervento psicologico per gli utenti individuati

Il percorso di intervento specifico è una metodologia di intervento complesso per tutte quelle condizioni conosciute come “trauma estremo”.  I traumi estremi sono traumi di natura interpersonale, ripetuti o prolungati nel tempo, subiti in regime di coercizione o di impossibilità alla fuga.

L’intervento si struttura in  3 fasi (dopo la fase diagnostica):

  1. fase I: riduzione dei sintomi e di stabilizzazione, ( insegnare al paziente a contenere le emozioni e ad accedere ad esse all’interno di uno stato di tolleranza)
  2. fase II: Narrazione/elaborazione ( permettere, attraverso l’immagine, l’accesso alle memorie implicite e dare narrazione a ciò che prima non poteva essere narrato ma solo rivissuto nella sua terribile espressione emotiva, cognitiva e somatica)
  3. fase III: integrazione e riabilitazione della personalità, ritorno alla vita. (ridare continuità alla propria storia, senza fratture insanabili e vuoti incolmabili).

le  “linea guida per la programmazione degli interventi di assistenza in materia di assistenza e riabilitazione nonché trattamento dei disturbi psichici dei titolari di status di rifugiato, e dello status di protezione sussidiaria che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale
del  Decreto del Ministero della Salute, del 3 aprile 2017,
confermano la necessità e la validità dell’approccio per fasi.